18 maggio 2017 - 12:30

Il cambiamento climatico nell’era Trump

trump
  • Data: 18 maggio 2017 - 12:30
  • Luogo: FEEM, Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore più informazioni
  • Organizzato da: FEEM-ICCG Policy Seminar
  • Informazioni:

    La registrazione al webinar è obbligatoria. Per iscriversi accedere a questo link.

    Al seminario si può accedere anche via go-to-meeting richiedendo l’accesso a seminars@feem.it.

  • Lingua di lavoro: Inglese
Descrizione:

Il seminario intende approfondire le ragioni dell’avversità di Trump verso un’azione per il clima e esplorare i possibili scenari futuri legati alle decisioni dell’amministrazione USA in termini di politiche climatiche. Saranno analizzate le nomine da lui assegnate in ruoli chiave per la tutela dell’ambiente, in particolare Scott Pruitt, a capo dell’Agenzia di Protezione Ambientale, e le relative posizioni. Si proseguirà poi sottolineando il ruolo chiave dei pochi membri dell’amministrazione che ritengono che il cambiamento climatico sia un problema reale, e riconoscono agli Stati Uniti l’obbligo di agire per evitare la catastrofe climatica.
Leggi l’abstract completo in lingua inglese:

Introduction
Who is the Environmental Defense? What is our history? How do we fit into the environmental community in the U.S. and around the world? What role has EDF played in the several climate change policies that Trump proposes to rollback and what we are doing to fight back?

Trump’s policies and his team of climate deniers
The seminar will discuss where Trump’s opposition to action on climate comes from. We will discuss the Trump appointments to key environmental ministries, especially Scott Pruitt, the Administrator of the Environmental Protections, as well as positions and what their backgrounds are. The discussion will note the few members of the administration who believe climate change is real and that the U.S. has an obligation to act to prevent climate catastrophe and how we can mobilize the knowledge of these people to prevent climate catastrophe.

What is Trump Proposing?
Trump has undertaken a broad attack on climate action. The actions include eliminating the Clean Power, the regulations that established to reduce CO2 from coal power plants by 31% by 2030. He has proposed to eliminate all the climate programs at both the Environmental Protection Agency and the Department of Energy. He is trying to make large cuts in the budgets of the EPA and DOE and at other agencies doing climate science. Trump said during the campaign that we would withdraw from the Paris Accord, but since taking office has been equivocal about Paris. He says also that he may repeal fuel economy standards for automobiles that have led to worldwide reduction in CO2 per mile traveled from the transportation sector.
The talk will spend some detail discussion is what can Trump do on his own, what will require rulemaking and what will require legislation. We will want to give our perspective on what is the likely outcome of these proposals.

What Progress Can Be Made during the Trump term –regardless of what Trump says or tries to do.
Clean energy is growing exponentially in the U. S and Trump and while Trump can slow progress, he will not be able to defeat either the technologies or market progress. Also, many states and cities and many U.S. corporations are vowing to stay the course of climate progress. What are some of those commitments and how valuable are they.

What Can Europe Do to keep the U.S. Moving Forward on Climate.
We will propose a number of ways that Europe can partner with U.S. states, cities, and corporations to reduce greenhouse emissions. We will propose a partnership between U.S. and European NGO’s. One of the most important parts of the session will be some proposals about how Europe can push back against Trump to protect Paris and other climate policies that are under threat. We also will discuss what is important to preserve, so that after Trump leaves office, we can quickly make up some of the lost time on climate.

  • Relatori
    • Marston_Jim

      Jim Marston

      Jim Marston è vicepresidente del Clean Energy Environmental Defense Fund.

      È il fondatore e direttore della sede texana dell’Environmental Defense Fund (EDF), dove lavora dal 1988.

      Jim ha guidato con successo la lotta per impedire la realizzazione di diverse centrali a carbone in Texas, ad opera di TXU, e ha poi negoziato un accordo innovativo con acquirenti di private equity che comprendeva svariati impegni in materia di cambiamenti climatici. E’ anche a capo del Pecan Street, Inc., partnership che include Austin Energy, l’Università del Texas,  la Camera di Commercio e diverse grandi imprese verdi Hi-Tech, con l’intento di intraprendere cambiamenti fondamentali per la rete elettrica nazionale. Jim ha inoltre aiutato a progettare e sostenere alcune delle più innovative legislazioni statali del Paese, tra cui il Texas Renewable Portfolio Standard che ha permesso la realizzazione di quasi 10.000 MW di energia eolica in Texas e della prima legge nazionale sul riscaldamento globale “senza rimpianti”.

      Jim è stato direttore dell’EDF’s State Climate Initiatives dal 2002 fino al 2009. Durante quel periodo ha contribuito ai successi dell’EDF, dagli stati della costa ovest al New England e alla Florida, su una vasta gamma di leggi e norme per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Tra le vittorie climatiche più importanti dell’EDF  vi è l’approvazione dei California Car Greenhouse Gas Standards nel 2002, che hanno portato all’introduzione di standard nazionali per le emissioni dei gas effetto serra delle automobili nel 2010 e all’approvazione dell’ AB32 nel 2006, prima legislazione statale per stabilire un tetto alle emissioni di gas serra.

  • Introdotto da
    • M.Davide_foto

      Marinella Davide

      Ricercatrice presso l’ICCG dal 2010, Marinella Davide si occupa dell’analisi di politiche nazionali ed internazionali su clima ed energia con particolare riferimento ai negoziati in corso per la definizione del futuro accordo sui cambiamenti climatici. I suoi interessi principali sono la cooperazione internazionale, le politiche in campo ambientale e l’Emission Trading. Marinella Davide ha conseguito un Master di II livello in Protezione dell’Ambiente Globale e Politiche Internazionali organizzato dall’Università della Tuscia ed il Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare. Nel 2007 si è laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà di Scienze Politiche “R. Ruffilli” di Forlì (Università degli Studi di Bologna) discutendo una tesi in Microeconomia sull’Emission Trading e i meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto.

  • Video